Mi permetto, se posso, di cercare una risposta la quesito di 19mingus68@virgilio.it | Città: cremona-taranto:
Paolo: musicista gentiluomo o gentiluomo musicista?
Poco importa, perché scambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia (come si diceva a scuola…).
10 luglio Milanesiana.
Anch’io mi sono innamorata di Paolo leggendo il libro: l’avevo preso in biblioteca, ma dopo due soli capitoli ho deciso che dovevo assolutamente possederlo (il libro). Quindi l’ho comprato. E dopo averlo letto, e aver perfino percepito il suono attraverso le parole (io, che non sono proprio una fan della tromba perchè la conosco poco), ho deciso che dovevo assolutamente sentirlo dal vivo.
Capita dunque questa occasione. Un amico mi dice di cercare di salutarlo, che di solito non si sottrae. Quindi vado fiduciosa. La Milanesiana è un’ottima iniziativa culturale, che affianca dibattiti e musica in maniera egregia. La sala del Teatro Dal Verme si riempie di tanta gente interessata alla prima parte della serata. Quando inizia la musica tanti se ne vanno, e io riesco a conquistare un posto in terza fila. Devo spiegare che per me la musica non è pienamente vissuta se, ascoltandola, non la registro: mi piace filmare, mi aiuta ad essere più coinvolta. E quella sera ho fatto proprio delle belle riprese.
Poi, alla fine del concerto, tutti ringraziano, sul palco ritornano anche gli ospiti precedenti, che di solito si fermano a firmare autografi e chiacchierare. Per me è stata l’occasione per ringraziare Elisabetta Sgarbi, la superba organizzatrice di questa rassegna decennale.
Paolo invece s’inchina e poi si precipita al lato del palco, uscendo. E non ritorna più.
Strano… esco comunque soddisfatta del concerto, e dopo mezz’ora arrivo a casa.
Scrivo al mio amico raccontandogli l’accaduto, e mi risponde:”Molto strano, probabilmente doveva prendere un aereo al volo …”, poi un’email a questo sito indirizzandola a Paolo, con le mie scuse se la ripresa l’ha infastidito, (rassicurandolo però che questi filmati, come tanti altri rimarranno custoditi nella mia collezione privata), con i complimenti per le good vibrations che mi ha trasmesso, e l’augurio di poterlo risentire. E’ l’una e mezza, e vado a dormire.
La mattina dopo, con mia immensa sorpresa, trovo un’email di risposta, inviatami soltanto un’ora più tardi, quindi dopo le due, con la garanzia che “neanche ho visto che mi stavi riprendendo, tanto ero concentrato nella musica, non preoccuparti, grazie, alla prossima…”.
Se è vero che per un musicista la Musa viene prima di tutto e tutti, e assorbe tutte le energie fisiche e mentali, è anche vero che tanti di loro - e tra questi sicuramente Paolo - non dimenticano l’importanza del rapporto umano, della cortesia, della condivisione.
E scusate, io non volevo scrivere un poema, ma… a questo meraviglioso artista, tanto apprezzato in concerto ma avvicinato solo ”via etere” voglio comunicare il mio GRAZIE.